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venerdì 4 ottobre 2019

L’Europa, pur indifesa contro le crisi economiche, forzerà comunque la Brexit no-deal? -di ComeDonChisciotte.org

Conseguenza della sua spiccata abilità politica, il “tanto peggio” equivale al “tanto meglio” per la sua leva negoziale.
Mentre Boris consegna a Bruxelles la sua proposta da “prendere o lasciare”, l’Eurozona ha le spalle al muro — la Germania è in recessione e la crisi industriale europea va approfondendosi.
La BCE, inoltre, è incerta ed esausta, qualsiasi siano le possibilità teoriche di uno stimolo monetario estremo.
L’importante svolta di questa settimana è il crollo dell’Indice Manifatturiero ISM negli Stati Uniti. A settembre, i nuovi ordini all’esportazione sono scesi al minimo da marzo 2009.
Le guerre commerciali di Donald Trump lo stanno improvvisamente raggiungendo.
La Federal Reserve ha peggiorato le cose riducendo troppo il suo QE — contro i veementi avvertimenti dei mercati: 2.200 miliardi/usd di “pronti contro termine” — e privando il sistema finanziario mondiale della liquidità in dollari.
Da luglio l’indice ponderato Nowcast della crescita globale è in calo, quasi ad ogni settimana.
A Wall Street e nelle borse europee c’è un’atmosfera molto brutta. Le linee cruciali del supporto tecnico stanno sgretolandosi.
Michael Wilson, il guru dei mercati azionari della Morgan Stanley, ha detto che il lancio fallito delle azioni WeWork potrebbe essere stato il proverbiale “campanello d’allarme”:
“Stiamo passando dalla percezione che si tratti della fase finale del ciclo rialzista, alla convinzione che siamo invece alla sua fine. Ma cos’è che sta finendo? I giorni del capitale infinito per le imprese non redditizie”.
L’eurozona è paralizzata. Il patto di stabilità, il patto fiscale e l’apparato della contrazione fiscale — scritti nei Trattati e nell’Acquis dell’UE — la rendono cronicamente incapace di generare una domanda interna.
Conta su quella anglosassone e cinese per restare a galla. Ma nessuno di questi due blocchi sta collaborando.
La domanda che i leader dell’UE dovrebbero porsi, piegati sulle mappe di “Fermanagh and Tyrone”, nel tentativo di comprendere la complessità dei “due confini” di Boris, è ovvia: “possiamo rischiare l’errore” — non forzato, anzi, scelto — “di una Brexit no-deal sullo sfondo di tutto il resto”?
Le recessioni colpiscono chi ha nuotato nudo sulle acque schiumose dell’alta marea facendo scattare la reazione della catena finanziaria, con i creditori che si fanno prendere dal panico e staccano la spina.
Il peggio, quindi, arriva prima che il triste processo di pulizia ciclica abbia fatto il suo corso. Le recessioni sono episodi notoriamente non lineari.
Contro questo pericolo incombente c’è l’ostinata illusione, fra le élite dell’UE, che l’Eurozona abbia lasciato alle sue spalle i travagli delle crisi dell’UEM dal 2008 al 2016 — l’età oscura della disoccupazione giovanile al 50% in tutto il Sud Europa, già dimenticata dagli ardenti sostenitori britannici dell’UE.
La depressione economica, complessivamente, è stata peggiore di quella degli anni ’30.
Questa settimana il Presidente della BCE, Mario Draghi, ha affermato che gli euro-oppositori sono stati smentiti e i “sovranisti” sconfitti. Ma sarà la storia a deciderlo, Sig. Draghi!
Ashoka Mody — autore di EuroTragedy ed ex Responsabile dei “salvataggi” del FMI in Europa — ha affermato che l’eurozona è ancora bloccata nel suo pantano deflazionistico.
Ha scambiato lo stimolo cinese e il rimbalzo commerciale del 2016-2017 per una ripresa. Ma, non appena Pechino ha toccato i freni, l’Eurozona è ricaduta nelle sue abituali condizioni di sclerosi e giapponesizzazione.
Egli ha detto che: “Stiamo avvicinandoci ad un momento estremamente pericoloso per l’Eurozona. Le banche sono in gravi difficoltà e la vulnerabilità finanziaria è maggiore rispetto a quella del 2007-2008″.
I rapporti debito-pubblico/Pil sono più alti di 30-60 pp nel Club Med, rispetto a quelli della crisi Lehman.
Il debito italiano è stato appena rivisto al 135% e non è quindi in un equilibrio stabile. L’Italia ha bisogno di tassi inferiori al 2% per fermare l’aumento della traiettoria del debito.
Il Prof. Mody ha concluso che: “Si può sopravvivere, ma solo fino a quando ci sarà la resa dei conti”.
Oggi, nonostante le auto-congratulazioni, possiamo dire che sia stata la stessa BCE a causare la crisi del debito dell’Eurozona — assieme all’eccesso di austerità — aumentando i tassi per due volte, nel 2011, prima che la fragile ripresa avesse raggiunto una qualche solidità.
Lasciò che l’incendio si diffondesse, non potendo fungere da prestatore di ultima istanza. Quando reagì — vale a dire dopo che la Germania revocò il suo veto — la parte finanziaria della crisi si attenuò immediatamente.
Ma la crisi economica non si placò. Erano stati fatti troppi danni.
La BCE malgiudicò quest’aspetto e attese troppo a lungo per avviare il QE. Permise che la patologia deflazionistica prendesse piede.
E’ questa l’eredità tossica che Draghi lascia al suo successore.
Il suo “pacchetto di Ave Maria”, implementato il mese scorso (QE e riduzione dei tassi a meno 0,5%), è solo un’esibizione d’impotenza.
“È solo un agitarsi senza costrutto. Non farà alcuna differenza”, ha dichiarato Heiner Flassbeck, ex Ministro tedesco per l’Economia.
I tassi negativi hanno raggiunto la soglia d’”inversione”, passata la quale diventano controproducenti e fanno più male che bene.
In Germania stanno portando a maggiori risparmi precauzionali perché le persone mettono più soldi da parte per recuperare le entrate perse.
Inoltre, hanno ferito le banche erodendo i loro affari più redditizi, derivati dagli spread sugli interessi.
Draghi ha imposto il pacchetto nonostante la contrarietà di nove membri della BCE, che rappresentano oltre la metà dell’economia dell’Eurozona.
“Il vampiro Draghula”, è stato questo il verdetto della Bild Zeitung. Il consenso popolare tedesco per il progetto euro, comunque, sta sempre più diminuendo.
Dubito che la Commissione Europea comprenda appieno i pericoli tecnico-economici, o che veda dei rischi sul fatto che una Brexit mal riuscita possa cristallizzare i guai dell’UE.
È composta da avvocati e monaci dell’ideologia con ben scarsa esperienza dei mercati in rapida evoluzione. Non hanno idea di ciò che a New York e Londra è conosciuto come “global macro” [decisioni prese sulla base di analisi macroeconomiche].
Nel 2008 derisero le opinioni secondo le quali l’Europa era vulnerabile alla crisi del credito mondiale, fino a quando il sistema bancario europeo non crollò attorno a loro.
E’ ovvio, quindi, che la task force UE sulla Brexit dileggerà le proposte britanniche.
La teologia del Mercato Unico si basa esclusivamente su quello che conta per loro, anche se sono stati abbastanza furbi da confondere le acque con l’accordo del Venerdì Santo.
L’allarme economico è più palpabile in Germania e, alla fine, sarà il Consiglio Europeo e non la Commissione a decidere sulla Brexit.
L’ultima previsione di cinque grandi Istituti ha avvertito, oggi, che la minaccia globale per l’economia tedesca è diventata “acuta” e che una Brexit disordinata potrebbe avere gravissime conseguenze.
Comprende un’analisi economica della Brexit (incorporando i circuiti di feedback globali) e indica un danno più grave, per l’Europa, rispetto ai “modelli monodimensionali VAR” utilizzati dai funzionari dell’UE.
Avverte che potrebbe esserci qualsiasi tipo di “effetto indiretto”, diffuso attraverso i canali del contagio finanziario (ed uno shock di fiducia).
Uno studio precedente dell’”IWH Institute” aveva affermato che una Brexit secondo le regole dell’OMC potrebbe dimezzare le esportazioni tedesche nel Regno Unito a 82 miliardi di euro (con 45 miliardi/euro di  surplus), frantumare le interconnesse catene di approvvigionamento e portare alla perdita di 100.000 posti di lavoro.
L’effetto della Brexit è già il maggior singolo contributore al rallentamento delle esportazioni tedesche — e questo sta cominciando a manifestarsi nelle cifre del mondo del lavoro.
Nei prossimi sei mesi l’Opel metterà 2.600 lavoratori ad orario parziale, mentre Bosch, Schneider, Schaeffler e Continental stanno facendo la stessa cosa o la faranno a breve.
L’”IFO Institute” ha affermato che il 12,8% delle imprese prevede di spostare lavoratori dal tempo pieno a quello parziale nei prossimi tre mesi, in aumento rispetto al 3,8% di giugno.
Questo, di per sé, è un livello di stress ancora gestibile per la Germania. Ma l’accumulo di shock per l’industria automobilistica sta diventando esistenziale.
Un quinto delle esportazioni tedesche di automobili va nel Regno Unito, che è il mercato con i margini di profitto più elevati.
Il potenziale del “doppio colpo” — una hard-Brexit seguita due settimane dopo dai dazi doganali del 25% sulle automobili importate negli Stati Uniti — potrebbe rivelarsi sistemico.
Le case automobilistiche tedesche, in questo momento, stanno riprendendosi dallo scandalo del diesel e stanno lottando per recuperare il ritardo sui veicoli elettrici.
Herbert Diess, Amministratore Delegato della VW, ha affermato che è una domanda aperta se nei prossimi dieci anni l’industria automobilistica tedesca riuscirà a mantenere il suo primato globale, o se seguirà la strada di Coventry degli anni ’70.
Sono questi i pericoli che Berlino correrà nel prendere decisioni su come reagire a Boris. La paura fa ora parte dell’equazione diplomatica.
Joachin Lang, Capo della “Federazione Industriale Tedesca” (BDI), raramente perde l’occasione per denunciare la Brexit e chiedere il trattamento più duro possibile per gli eretici britannici.
Nel suo ultimo sfogo ha accusato il governo britannico di “comportamento irresponsabile” e di “giocare con il fuoco”.
Non dice mai che anche Bruxelles potrebbe star giocando con il fuoco, spingendo per un testo che spoglia la Gran Bretagna della sua sovranità e che vìola l’accordo del Venerdì Santo.
Il suo messaggio, a porte chiuse nella Cancelleria Federale, potrebbe essere diverso, ma ciò che pubblicamente sappiamo è che il principale organo dell’industria tedesca preferirebbe sopportare il dolore macroeconomico del no-deal, piuttosto che consentire qualsiasi modifica all’accordo di recesso.
Fate comunque attenzione a concludere che la Germania — per non parlare della Francia o della Spagna — eviterà l’accordo, perché le conseguenze sarebbero per loro davvero terribili.
L’UE potrebbe benissimo fare un passo di lato per evitare questo campo minato.
Il Sig. Draghi continua a lamentare che debba essere l’Unione Fiscale a sostenere il carico quando la recessione colpisce.
Se ciò dovesse accadere, concederei che i sostenitori dell’euro abbiano vinto, sconfiggendo i “sovranisti”. Ma questo non sta succedendo.
La Germania deve ancora accordarsi su un Tesoro comune dell’UE, su tasse comuni, sul pool dei debiti e su una completa Unione Bancaria con un’assicurazione condivisa sui depositi.
Né può farlo senza cambiare la Costituzione Tedesca, perché l’Unione Fiscale priverebbe il Bundestag dei suoi poteri sul bilancio e svuoterebbe di significato la democrazia tedesca.
In breve, L’Eurozona non ha difese monetarie o fiscali degne di questo nome.
Quindi, cari amici europei, portate avanti la Brexit no-deal, se ne avete il coraggio, e vedrete cosa succede.
Forza, fatemi divertire.
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Scelto e tradotto da Franco

Alain Soral condannato a due anni di prigione per aver condiviso il video rap anti-Rothschild: “Gilets-Jaunes” -di ComeDonChisciotte.org

Alain Soral condannato a due anni di prigione per aver condiviso il video rap anti-Rothschild: “Gilets-Jaunes”

Il videoclip (guardatelo mentre ancora potete farlo) è tipico dei giubbotti gialli nella loro denuncia dei media francesi, delle élite politico-finanziarie e nel loro appello per la democrazia diretta, in particolare per il già noto e proposto Référendum d’Initiative Populaire, o RIC.

Nel video si chiede anche anche l’abrogazione della legge bancaria del giugno 1973, nota come legge “Pompidou-Rothschild,” in riferimento al presidente francese dell’epoca e alla banca d’investimento per cui lavorava. I critici [di questo provvedimento] sostengono che la legge ha ridotto la Francia alla schiavitù del debito, costringendola ad indebitarsi sui mercati finanziari, invece di favorire l’autofinanziamento attraverso la banca nazionale.
Il video mostra anche una pira su cui vengono simbolicamenti bruciati alcuni personaggi: il presidente Emmanuel Macron, vari media (TF1, Le Monde, BFMTV …), la banca Rothschild e, in modo più scabroso, potenti Ebrei appartenenti all’élite (Jacques Attali, Bernard-Henri Lévy, Patrick Drahi).
Il rapper sottolinea: “E se parliamo di media e di Macron, dovremmo parlare di Drahi. Il suo conto in banca è in Israele e qui non paga tasse.” Drahi, un oligarca franco-israeliano-portoghese, nato in Marocco e residente in Svizzera, negli ultimi anni ha acquisito una grossa fetta dei media francesi.
Nel caso in cui la denuncia del potere che le elite ebraico-globaliste e ebraico-sioniste hanno nella sfera finanziaria e nei media non fosse abbastanza esplicita, il video afferma anche: “Non stiamo parlando di una cosiddetta minoranza oppressa. Stiamo parlando della maggioranza deliberatamente trascurata [di lavoratori, agricoltori e pensionati]. . . La Francia ha deciso di liberarsi dei Rothschild.
Il presidente Macron parla davanti all’indifesa lobby che vi distruggerà, nel caso osaste criticarla.

Mentre vengono pronunciate le parole “la cosiddetta minoranza oppressa“, si vedono le immagini della cena annuale della CRIF, l’influente organizzazione francese ufficiale della lobby ebraica, un evento in cui la crème de la crème dell’élite politico-mediatica francese viene regolarmente a genuflettersi.
Il rapper elogia i “prolo patriotes” (lavoratori patriottici) che si stanno ribellando e denuncia gli oligarchi “parassiti” che si arricchiscono, mentre, allo stesso tempo, chiedono austerità alle masse. La canzone si conclude con: “I Francesi sono stufi di questi parassiti. I Francesi sono stufi, non sono razzisti. Rivolta nazionale!” L’autore è un certo “Goy Maleducato.”
Nel video sono inclusi diversi simboli filo-arabi e filo-mussulmani. Drahi viene menzionato mentre si vede un manifestante che indossa una felpa con una scritta pro-Palestina. Il rapper indossa una kefiah alla moda. Mentre un giornalista mainstream avverte con ansia che lo stato francese è al limite del collasso di fronte ai manifestanti, il rapper risponde: “Inshallah” (a Dio piacendo in arabo).
Il video quindi intreccia abilmente le principali preoccupazioni dei giubbotti gialli sul sovvertimento della democrazia francese da parte dell’alta finanza con una denuncia del ruolo specifico che l’elite ebraica al potere ha questo processo. Non c’è antisemitismo di fondo e non è un attacco alla popolazione ebraica.
Le immagini degli oligarchi e degli intellettuali ebrei simbolicamente dati alle fiamme, insieme ai media mainstream e al presidente francese, intendiamoci, hanno fatto arrabbiare un certo numero di attivisti ebrei di organizzazioni “antirazziste” (per lo più gestite da Ebrei). Penso che queste immagini le abbiano trovate decisamente auschwitziane.
Queste organizzazioni hanno citato in giudizio Soral per “aver concesso un’enorme visibilità a questo video pubblicandolo sul suo sito web,” promuovendo in questo modo la teoria antisemita di una “cospirazione ebraica.”
Notate che Soral non ha creato il video: lo ha semplicemente condiviso sul suo sito web, come aveva già fatto con numerosi altri video sui giubbotti gialli. Ci si chiede se anche linkare il video sia considerato un atto criminale. Probabilmente no, o solo se ti chiami Alain Soral. Questo la dice lunga sull’arbitrarietà legale di queste leggi di censura e sulle lobby etniche liberticide.
Soral sarà inoltre costretto a pagare una multa di 45.000 euro e altre decine di migliaia di euro come “risarcimento” alle varie organizzazioni di attivisti ebrei (o di “anti-razzisti” di professione) che si erano sentiti offesi. Questo si chiama fare buoni affari.
Sarà una coincidenza, o no, ma la banca BNP Paribas ha semplicemente chiuso il conto bancario di Égalité & Réconciliation, l’influente organizzazione controculturale di Alain Soral.
Presumibilmente, la decisione del tribunale sarà impugnata. Tuttavia, il cappio sembra stringersi intorno al collo di Soral. All’inizio di quest’anno, era anche stato condannato ad un anno di prigione per aver condiviso un cartone animato che denunciava diverse bufale sull’olocausto (paralumi, sapone, ecc.).
Soral ha sempre detto che, prima o poi, i veri intellettuali devono inevitabilmente sfidare le autorità. Un intellettuale che difende davvero i suoi ideali “passera par la case prison” (andrà in prigione), come era successo a Pierre-Joseph Proudhon e a Charles Maurras.
Qualunque cosa accada, sempre più persone si rendono conto dell’enorme potere e dei privilegi di un certo gruppo etnico, per il fatto stesso che riesce a mandare in carcere un intellettuale francese per mezzo delle proprie organizzazioni di lobbying.
Guillame Durocher
Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/gdurocher/alain-soral-sentenced-to-2-years-jail-for-sharing-gilets-jaunes-anti-rothschild-rap-video/
26.09.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Berlusconi e Dell’Utri mandanti? Non mi stupisco... -di ComeDonChisciotte.org



La notizia dell’indagine su B. e Dell’Utri come mandanti esterni delle stragi del ’93 è stata accolta dai politicanti, Renzi in testa, con fastidio o addirittura stupore. Io, al contrario, sono stupito dallo stupore, e quindi provo a fare un’operazione “memoria”, visto che alcuni fatti sono noti da decenni e altri, che hanno imposto la nuova indagine, sono più recenti. La ricostruzione della strategia stragista, emersa da anni di indagini e processi a Palermo, Firenze, Caltanissetta e Reggio Calabria, è quella consacrata in sentenze, anche definitive, che dicono che si trattava di stragi a moventi e mandanti “multipli”, ove la mafia militare ebbe un ruolo non solo esecutivo, ma che un ruolo determinante lo ebbero soprattutto quei “mandanti esterni”, quelle “menti raffinatissime”, come le chiamava Giovanni Falcone, fino a oggi non identificati con sentenze, ma più volte indagati sulla base di elementi probatori che negli anni si sono stratificati.

È accertato che l’accordo di reciproco supporto stipulato dalla mafia con i referenti tradizionali, la Dc andreottiana in testa, si era usurato e andava ristrutturato, di pari passo al processo di ristrutturazione del quadro politico, a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. E siccome la mafia “ristruttura” i propri rapporti a suon di bombe e omicidi, tutto era iniziato con il delitto Lima e l’azzeramento dei rapporti con la Dc, per proseguire con le stragi di Falcone e Borsellino, premesse per intavolare una “trattativa” e ricontrattare analogo accordo con un soggetto politico “nuovo”. È materia già accertata nel processo Dell’Utri, che ho seguito da pm dal 1997 al 2004, sette lunghi anni di un’istruttoria assai approfondita, che Dell’Utri fin dal 1992 si prodigò per il nuovo soggetto politico che poi fu Forza Italia, naturale approdo nel 1994 col primo governo B.

E siccome bisognava “convincere” con tutti i mezzi B. a scendere in campo per accogliere i desiderata del Sistema Criminale, è più che sostenibile, sulla base delle prove finora acquisite, che la mafia, assieme a Dell’Utri, definito nel processo come “l’ambasciatore di Cosa Nostra alla corte di B.”, abbia ritenuto Maurizio Costanzo come un ostacolo, così come tanti altri consiglieri di B. del tempo contrari alla sua discesa in campo, per realizzare il “piano”. Bisognava dare un segnale a B. perché capisse e un attentato a Costanzo era il modo migliore per farlo: contava che B. capisse, anche perché qualcuno a lui vicino glielo avrebbe spiegato, e che nessun altro comprendesse il vero movente del delitto. E chi meglio dunque di Maurizio Costanzo che aveva dato fastidio con i suoi programmi antimafia? Ed è significativo, come ha dichiarato Costanzo a Marco Lillo, che B., subito dopo l’attentato, gli raccomandò di “stare attento”. Quindi B. aveva ben capito l’avvertimento.

E ci sono poi le rivelazioni di Giuseppe Graviano prima a Gaspare Spatuzza, che le racconta in aula, e poi a un detenuto in carcere mentre viene intercettato, che spiega che le stragi furono “una cortesia” chiesta da B. e che nel gennaio 1994 occorreva il “colpo di grazia” per mettere definitivamente sottosopra il Paese e così favorire B. che qualche giorno dopo, il 26 gennaio, annuncia la sua discesa in campo. A quel punto i giochi sono fatti, e si può rinunciare all’attentato all’Olimpico, il più terribile progettato ma fallito il 23 per un guasto del telecomando. Dopo il 26 non serve più, perché, come diceva trionfalmente Graviano, con B. “loro”, gli stragisti, si stavano “mettendo l’Italia nelle mani”.

Ce n’è abbastanza per riaprire l’indagine su B. e D.U. come mandanti di quella stagione da cui è nata la politica dei decenni successivi. Verrebbe da ridere a sentire le dichiarazioni di Renzi e C., ma non c’è da ridere. È stato versato tanto sangue innocente, che attende giustizia, in quel tragico biennio da cui è nato tutto.



Antonio Ingroia



!!Gli ultimi aggiornamenti sul crollo economico!! -X22 Report Episodi 1981 - 1985



Hai catturato ciò che i patrioti stanno facendo, è PERFETTO. Attendi....

L'UE/istituzione ha ragione nei tempi previsti, la data di BREXIT si sta chiudendo e hanno iniziato il monitoraggio della paura. 
Molto probabilmente l'aumento della paura si intensificherà man mano che ci avviciniamo alla data. 
La Fed ha iniziato a stimolare e sta creando moneta e pompandola nelle banche per tenerle a galla. 
Trump ha detto alle Nazioni Unite che i globalisti non hanno futuro, i globalisti hanno risposto e sono sulla difensiva
Il GOP ha messo insieme una lettera per chiedere alla AS di dimettersi. 
I giocatori [DS] sono in preda al panico, ognuno di loro chiama il nome di Trump e spinge l'impeachment, quelli che urlano più forte...
Il whistleblower è un [DS] operativo e l'intero palcoscenico è stato allestito per questo individuo per spingere l'ordine del giorno. 
Ora sta cadendo a pezzi, Trump ha tutte le carte in mano e il [DS] lo sa. 
RG ha dato indizi su ciò che ha e JS ha scaricato i suoi documenti. 
I patrioti vogliono che i [Ds] spingano il voto per l'impeachment, ricordate che non sono stati commessi crimini. 
Questo è tutto parte del piano per rimuovere i blocchi.

La [CB]/Establishment stanno facendo tutto il possibile per fermare il BREXIT, ora stanno cercando di usare il sistema del tribunale per rimuovere BJ. 
BJ ha osservato Trump, il suo primo ordine del giorno per cambiare il sistema giudiziario. Stiamo guardando le prossime attrazioni, la battaglia per rimuovere il [CB] sarà molto peggiore. 
La gente imparerà presto che la [CB] non ne ha mai beneficiato, e che senza un sistema [CB] la vita della gente sarebbe molto meglio.
L'MSM ora è in preda al panico e tutto ciò che dicono è ciò che ha fatto il [DS], lo stanno solo proiettando su Trump. 
Stanno emergendo sempre più prove che il denunciante non è un denunciante, questa è stata una mossa tattica del [DS], ma quando i fatti sono prodotti questo sarà un grande fallimento. 
Quello che i patrioti hanno fatto è che hanno spinto il [DS] e i Ds in un posto dove li vogliono. 
La palude viene prosciugata. 
Il [DS] è in preda al panico e c'è solo una parola che lo descrive: si chiama tradimento.

La [CB] ha distrutto l'economia degli Stati Uniti e del mondo, la loro economia è stata distrutta e tenuta insieme dalla manipolazione. 
Questo viene fatto per un solo scopo e per un solo scopo, in modo che Trump possa continuare il lavoro di smantellamento della [CB] nel suo secondo mandato. 
La Fed è esposta, così come il resto del sistema [CB] in tutto il mondo.
L'AOC deve testimoniare davanti a un giudice che spiega perché vieta le persone su Twitter. 
Il [DS] è in preda al panico, non vogliono che RG parli di JB, HB, BO e HRC, JB ha scritto una lettera alle reti dicendo loro di non avere RG in onda. 
Trump sta aspettando il momento giusto per colpire il [DS], lui sta aspettando che tutto esploda in faccia, siamo quasi arrivati. 
Una volta che tutto è stato detto e fatto, non ci riproveranno mai più. I patrioti non stanno lavorando per debolezza, stanno lavorando da una posizione di forza, ricordate che questa è l'arte della guerra. 
Più dipendenti governativi decidono di non correre o si sono dimessi. 
Il conto alla rovescia è iniziato, i patrioti hanno la prossima mossa.

L'OMC avverte il mondo che il commercio globale sta rallentando, la traduzione, la [CB] è esposta e sta crollando, quindi daremo tutta la colpa a Trump anche se gli Stati Uniti stanno andando alla grande. 
I numeri economici di Trump sono migliori di quelli di Obama, i redditi aumentano. 
Trump attribuisce la colpa del crollo della produzione alla Fed, ha detto alla Fed che abbiamo bisogno di un dollaro più debole per competere, tassi più bassi e stimoli, non si stanno muovendo abbastanza velocemente. 
Trump colpisce duramente la Fed e dà loro la colpa. 
Il [DS]/MSM sta ora proiettando il loro panico e la loro paura su Trump. 
La narrazione di whistleblower o leaker sta cadendo a pezzi, l'MSM/DS si sta facendo prendere in quello che hanno fatto. 
Sidney Powell e Flynn stanno combattendo il DOJ, e lei sta vincendo, il DOJ non produrrà le prove di cui ha bisogno. 
I discorsi di NK sono tornati. 
Trump ha  appeso Andrew Jackson alla sua parete, Jackson ha rimosso la [CB] e prosciugato la palude.

Trump e i patrioti stanno facendo sembrare l'economia statunitense più calda che mai, la domanda è perché, in questo modo se il resto del mondo non sta facendo bene le aziende torneranno negli Stati Uniti e i paesi vorranno investire negli Stati Uniti. 
Trump è la deregolamentazione e la riduzione delle tasse, lui solo il bilancio della Germania di 20 milioni, mentre gli Stati Uniti sono ora l'economia più calda, mentre Tlaib sta facendo rivedere le sue finanze dalla FEC. 
KH vuole che Trump da il via a Twitter. 
Il reclamo [DS] whistleblower denuncia ha colpito un blocco stradale, la narrazione sta cadendo a pezzi e più prove dimostrano che AS e la C_A si sono accordati per cercare di abbattere il Presidente, questo è un colpo di stato. 
Il Ds ha passato l'assistenza sanitaria per gli immigrati senza documenti, ma non per i veterani. 
I colloqui NK riprenderanno in Svezia. 
I patrioti sono oltre il bersaglio, quello che verrà dopo sarà la caduta del [DS]. 
Godetevi lo spettacolo.


Stai attento, stai al sicuro e soprattutto preparato!


Tradotto da @QlobalChangeItalia
Telegram: t.me/QAnons_Italia

martedì 1 ottobre 2019

Come mai sempre più paesi fanno incetta di pillole anti-radiazioni? -disinformazione.it



Cosa sta succedendo realmente? Come mai sempre più paesi stanno facendo incetta di pillole anti-radiazioni?
L’Ufficio Federale Tedesco per la Protezione dalle Radiazioni qualche giorno fa ha effettuato un ordine da 190 milioni di compresse di iodio a un produttore austriaco.
Ufficialmente le pillole sarebbero pronte per essere distribuite alla popolazione in caso di disastro nucleare, ma l’Ufficio federale ha fatto sapere immediatamente che si tratta solo di un acquisto a scopo preventivo.
Come non crederci? Questi spendono 8,4 milioni di euro per 50 milioni di confezioni (il più grande ordinativo mai ricevuto dal gruppo farmaceutico austriaco Gerot Lannach), solo in via preventiva?
A complicare il quadro generale facendo nascere ancora più interrogativi, c’è il fatto che simili e ambigui acquisti non riguardano solo la Germania ma anche Francia e Russia.
Il governo di Macron ha infatti dichiarato proprio in questi giorni che saranno distribuite gratuitamente compresse di iodio a circa 2,2 milioni di persone, cioè a quelle che vivono in un’area compresa tra 10 e 20 km da una delle 19 centrali nucleari.
Mentre alcune città del nord della Russia hanno fatto incetta del medesimo medicinale in seguito all’incidente nucleare avvenuto alla base militare di Nyonoksa lo scorso 8 agosto.
Come mai oltre ai tedeschi, anche transalpini e russi adottano le stesse misure “preventive”, più o meno nello stesso periodo?
Il motivo è l’incidente avvenuto ad agosto nella base russa, o c’è qualcos’altro che non ci raccontano?
Incidenti nucleariGli incidenti alle centrali nucleari sono così numerosi che sarebbe impossibile in questa sede elencarli tutti, ma in ordine cronologico va ricordato l’ultimo, quello a seguito di un’esplosione nella base missilistica militare russa di Nyonoksa.
A denunciare il grave incidente (ovviamente ridimensionato dal governo), che ha causato anche 7 morti, è stata l’agenzia atomica Rosatom. L’esplosione è stata registrata giovedì 8 agosto 2019 nella regione di Arkhangelsk, sul Mar Bianco.
Le autorità locali a 30 chilometri dalla base hanno registrato un breve picco di radioattività, livelli che sono stati definiti però «normali», mentre secondo Greenpeace avrebbero superato di ben «20 volte» tale livello…
Una bella differenza: a chi dobbiamo credere? All’associazione ambientalista o ai gestori della base militare?
Dopo tutto questo sta ritornando ancora lo spettro dell’immane catastrofe globale di Fukushima avvenuta l’11 marzo del 2011. Il ministro dell’ambiente nipponico ha dichiarato qualche giorno fa che la Tepco (Tokyo Electric Power Company Holdings), la compagnia giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, potrebbe vedersi costretta a riversare l’acqua radioattiva nel Pacifico perché lo spazio di stoccaggio starebbe per finire!
La Tepco da anni è alle prese infatti con l’accumulo di acqua radioattiva: hanno stoccato finora oltre 1 milione di tonnellate di acqua contaminata e non sanno più dove metterla, per cui finirà nell’oceano.
Se ovviamente non lo stanno già facendo…
Per non parlare di tutte le navi contenenti rifiuti e/o scorie radioattive che sono finite nel fondo dei mari e degli oceani nel corso degli anni. Dalla fine degli anni Settanta sarebbero almeno 30 le navi affondate solo nel Mediterraneo, con il risultato che il nostro mare è diventato una vera e propria discarica di rifiuti tossici e soprattutto radioattivi.
Il problema però non riguarda solo il Mare Nostrum, ma l’intero pianeta: la radiazione di fondo è aumentata certamente negli ultimi decenni, non solo per via degli incidenti alle centrali o alle navi affondate, ma anche e soprattutto a causa degli esperimenti nucleari in superfice o sottomarini fatti da America, Russia, Francia, India, Pakistan, Israele, Inghilterra e Cina.
Pillole di iodioPerchè in medicina si consiglia l’assunzione di pillole di iodio?
Perché lo iodio satura la ghiandola tiroidea impedendo di fatto che si accumuli lo iodio radioattivo.
Infatti, normalmente la tiroide lega lo iodio che noi assumiamo con il cibo per svolgere le sue normali funzioni fisiologiche, ma quando dalle centrali nucleari lo Iodio-131 (radioattivo) passa nell’ambiente e contamina gli alimenti, questo si fissa nella tiroide e può danneggiarla causando tiroiditi, ma anche patologie tumorali.
La dose saturante comunemente accettata per gli adulti è di 100 mg di iodio stabile, e non vi sono vantaggi ad aumentare questa dose giornaliera. Qualora invece sia necessario prolungare nel tempo il blocco della captazione tiroidea, bisogna somministrare giornalmente ma riducendo la posologia a 25 mg/die (quindi un quarto), visto che dopo la dose iniziale di 100 mg sono sufficienti dosaggi nettamente più bassi.
Esistono per fortuna anche sistemi naturali che aiutano a mantenere in salute la ghiandola endocrina, e a tal proposito ringrazio il dottor Roberto Gava* per le interessanti e utili indicazioni omeopatiche sotto riportate.
Consigli naturali in caso di incidente nucleare:
OMEOPATIASULPHUR JODATUM 9CH (persona calorosa, vigorosa e piena di energia):
5 gocce a giorni alterni a stomaco vuoto, dopo aver agitato bene il flacone, per circa 30 giorni;
RADIUM BROMATUM 9CH (persona debole, stanca, con qualche dolore articolare che migliora col calore):
5 gocce a giorni alterni a stomaco vuoto, dopo aver agitato bene il flacone, per circa 30 giorni.
Il periodo di 30 giorni non casuale ma dipende dall’emivita dello iodio radioattivo I-131 che è di 8 giorni!
INTEGRAZIONELUGOL: questa soluzione è disponibile alla concentrazione del 5% (forte) oppure del 2%. La soluzione al 5% contiene 130 mg di iodio per millilitro (1 ml = 130 mg di iodio, 0,8 ml = 100 mg di iodio).
Esempio pratico con soluzione Lugol al 5%Per somministrare la dose standard nell’adulto di 100 mg di iodio, sono necessarie 15 gocce suddivise in tre dosi: 5 gocce per 3 volte al giorno.
La soluzione va diluita in acqua o in un succo e presa durante i pasti per diminuire e ridurre gli effetti irritanti soprattutto nello stomaco.
La somministrazione è unica, ma se si è costretti a prolungarla nel tempo, dal secondo giorno la dose deve diventare un quarto (Lugol al 5%: 3 gocce – Lugol al 2%: 10 gocce e Lugol all’1%: 20 gocce)
INTEGRAZIONE LAPAVIS (del Dr. Giorgini): depurativo e protegge dalle radiazioni: dose 1 cucchiaio 2-3 volte/dì
NIACINA (detta anche vitamina B3 o vitamina PP): dose individuale
ZEOLITE: roccia vulcanica in grado di chelare metalli e radioisotopi come il Cesio.
ALIMENTAZIONEKELP: alga molto ricca di iodio
SALE IODATO
IMPORTANTE:
Con lo ioduro di potassio possiamo proteggerci dallo iodio radioattivo liberato dalle centrali nucleari, ma questo radioisotopo ha una emivita di 8 giorni e quindi in poco più di un mese decade. Purtroppo dalle catastrofi nucleari si liberano nell’ambiente anche altri isotopi: Cesio-137, Cesio-134, Stronzio-90.
Tra questi, il Cesio-137 è quello che ha la maggior emivita: 30 anni!
Come facciamo a difenderci da questo?
Per maggiori informazioni
** Roberto Gava: «Come proteggere la tiroide in caso di disastro nucleare
http://www.robertogava.it/ripercussioni-sanitarie-disastro-nucleare
Roberto Gava: «Nube radioattiva: dobbiamo usare lo iodio
http://www.robertogava.it/nube-radioattiva-iodio

NUCLEARE, La Germania ordina Pastiglie Anti-Radiazioni per tutti. E purtroppo l'allarme è giustificato. -ilsapereepotere2



Due settimane fa ilfattoquotidiano.it dava una notizia sorprendente, almeno a prima vista: un maxi ordine da 190 milioni di compresse di iodio anti-radiazioni era stato inoltrato a un produttore austriaco dall’Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni. E’ noto come lo iodio “buono” agisca saturando la tiroide e impedendo che si accumuli nella ghiandola quello radioattivo, in grado di provocare tumori. Notizia ghiotta, ma a prima vista stravagante.


Dopo un G7 che finalmente si è accorto che l’Amazzonia brucia, che in Iran è meglio trattare che bombardare, che la guerra dei dazi rende tutti perdenti, come mai torna in vita la paura del nucleare? Dopo gli abbracci, tra una prova missilistica e l’altra, tra Trump e Kim Jong-un e dopo la clamorosa uscita di scena, almeno negli Usa e in Europa, dei reattori nucleari come prospettiva energetica risolutiva.


In effetti, il cambio di cultura imposto dalla minaccia della catastrofe climatica impone non solo il controllo delle emissioni climalteranti, ma anche il pieno controllo sociale delle tecnologie per prendersi cura della Terra e l’incompatibilità tra radiazioni e salute dell’intera biosfera si è rivelata insormontabile. Così, il nucleare civile è ormai residuale negli Stati Uniti dove fornisce un contributo alla produzione di elettricità del 20% proveniente da 99 reattori nucleari attivi con un’età media di circa 37 anni, mentre in tutta l’Ue si prevedono dismissioni e abbandoni, con i due grandi reattori di Areva ancora di là da venire.


Da dove viene allora l’imprevisto ordine tedesco di immunizzazione radioattiva della popolazione, quando la guerra nucleare passa per un esercizio maniacale di Trump e sono solo 451 i siti nucleari civili attivi nel mondo contro 63mila impianti tradizionali, che invece attirano le maggiori preoccupazioni per le emissioni di CO2?


Bastano quattro considerazioni, purtroppo trascurate dai media, per giustificare l’allarme.


1. Il progetto di documento, chiamato Nuclear Posture Review, che espone la strategia nucleare degli Stati Uniti di recente elaborazione, consente l’uso di armi nucleari per rispondere a una vasta gamma di attacchi devastanti, ma non nucleari, alle infrastrutture americane, inclusi gli attacchi informatici. Il nuovo documento è il primo a espandersi oltre lo scambio di attacchi atomici, per includere i tentativi di distruggere infrastrutture di vasta portata, come la rete elettrica o le comunicazioni di un paese, in quanto sarebbero più vulnerabili alle armi informatiche.


La nuova strategia sotto Trump sarebbe la risposta pronta non solo ai progressi nucleari della Corea del Nord e dell’Iran, ma anche a quelli di hackering informatici da parte di Russia e Cina. Se il cyber può causare un malfunzionamento fisico delle principali infrastrutture con conseguenti morti, il Pentagono ha ora trovato il modo di “stabilire una dinamica dissuasiva” ricorrendo all’impiego della bomba nucleare. Anche a tal fine si è stabilito il prezzo per un rifacimento trentennale dell’arsenale nucleare Usa (comprese le B61 di Aviano e Ghedi!) in oltre 1,2 trilioni di dollari.


2. L’incidente nucleare dell’8 agosto, in una città della Russia sub-artica nella provincia di Archangelsk in Siberia (vedi Yurii Colombo su il manifesto, 14 agosto 2019), totalmente oscurato dall’entourage di Putin anche dopo che si è registrato un livello di radioattività 16 volte maggiore rispetto ai valori normali, si suppone dovuto a un’esplosione durante i test su un reattore con una fonte di energia a radioisotopi montato su un razzo da crociera. Programmi di ricerca simili sono stati condotti negli Stati Uniti. I dubbi sull’esplosione dell’8 agosto non sono legati tanto al tasso di radioattività ma al tipo di radiazioni emesse, su cui “si sa davvero poco”.


3. La maledizione di Fukushima: “Il governo giapponese inganna l’Onu, violati i diritti umani di lavoratori e bambini”. Così riferisce l’Ansa dell’8 marzo riferendo l’accusa di Greenpeace, che, a otto anni dal disastro dell’11 marzo 2011, pubblica un rapporto che certifica che i livelli di radiazione nella zona di esclusione e delle aree di evacuazione intorno alla centrale sono da cinque a oltre cento volte più alti del limite massimo e che in oltre un quarto dell’area la dose annuale di radiazioni a cui sarebbero esposti i bambini potrebbe essere 10-20 volte superiore al massimo raccomandato.




A distanza di otto anni dall’incidente non si vede nessuna prospettiva di soluzione. La rimozione del combustibile presente nelle piscine dei reattori danneggiati (per un totale di 1.393 elementi) è stata completata solo per l’unità 4, mentre per l’unità 3 dovrebbe iniziare entro quest’anno e solo nel 2023 per le unità 1 e 2. Un immane disastro nello spazio e nel tempo.


4. Infine c’è da prendere in considerazione il rilancio senza clamori della tecnologia nucleare, previsto da uno dei siti web più influenti sul piano delle politiche industriali. Il website “dell’innovazione e dell’industria manifatturiera Usa” con sede nel Michigan riporta che in Cina sono partiti due reattori “sicuri” che eliminano la necessità di sistemi di raffreddamento esterni, cosa che è fallita a Fukushima. “Questa tecnologia sarà sul mercato mondiale entro i prossimi cinque anni”, ha detto Zhang Zuoyi, il direttore dell’Institute of Nuclear and New Energy Technology di Pechino. “Stiamo sviluppando questi reattori per conquistare il mondo”. Intanto la Nasa sta collaudando il progetto Kilopower, un reattore nucleare compatto con il potenziale per alimentare le missioni sulla Luna, su Marte e persino nei più profondi tratti dello spazio.


Attenti, quindi, perché zitti zitti i militari più aggressivi e i sostenitori di una tecnologia che sfugge al controllo sociale e alla riproduzione della biosferaNpotrebbero ricominciare, magari dai missili, dai robot e dallo spazio, lontano da occhi umani, a riproporci una strada che sembrava desueta e da abbandonare definitivamente.


Ma quanti altri disastri nucleari e quante tonnellate di pastiglie a mo’ di aspirina ci occorrono per costringere finalmente i politici – eletti per governare non solo il presente, ma anche il futuro dei nostri figli – a porre fine alla follia nucleare?